Meditazione e studio, liberare la mente per evitare le distrazioni

Meditazione e studio, liberare la mente per evitare le distrazioni

meditazione e studio per evitare le distrazioni mudesk feat

Tempo di esami e di sessioni: PANICO

Ma, soprattutto, ore anzi giornate intere seduti alla scrivania nella speranza che il nostro cervello, tra una distrazione e l’altra, memorizzi qualcosa. 

Forse vi consolerà sapere che l’apprendimento non è un processo lineare, ma un fenomeno caratterizzato da un’alternanza tra momenti di aumento e di calo del livello dell’attenzione. 

La capacità di rimanere concentrati su contenuti che ci vengono veicolati, e che richiedono uno sforzo mentale costante, è nota come attenzione sostenuta ed è ormai risaputo che questa capacità del nostro cervello è limitata nel tempo: la soglia di attenzione è di 40-45 minuti. 

Da cui il consiglio di rispettare questi tempi fisiologici ed osservare 15 minuti di pausa tra un picco ed il successivo in modo da preservare l’efficienza attentiva. Questo vi permetterà di essere maggiormente produttivi durante i 40/45 minuti dedicati allo studio.

Il costo di una distrazione

Non so voi, ma i miei tempi di attenzione totale su quanto stavo leggendo, soprattutto se era un argomento puramente teorico, erano ben lontani dai 40/45 minuti, ovviamente per difetto. La buona notizia è che non dipende solo alla nostra forza di volontà il rimanere con il pensiero sui libri, infatti il nostro cervello è programmato per cercare sempre stimoli nuovi, ovvero per distrarsi; ma quanto ci costa una distrazione? Penserete “Un 16 o un 18 se entra in gioco la fortuna” (quali voti all’esame).

Invece no, ho da poco scoperto che assecondare la natura del nostro cervello ci costa 64, 23 e 29.

64 secondi è il tempo medio necessario a riprendere il lavoro dopo l’interruzione dello stesso a causa dell’arrivo di una nuova notifica. 

64 secondi, ovvero poco più di un minuto, sembrano un’eresia nell’arco dei 45 minuti di soglia attentiva, ma quante notifiche riceviamo durante quei quarantacinque minuti se non abbiamo la premura di mettere il telefono in modalità off line (evitando, allo stesso tempo, di usare le stesse app quali email, messaggi, Whatsapp, Instagram..).

23 minuti è il tempo medio necessario a ritrovare lo stesso livello di concentrazione profonda che avevi nel momento in cui hai subito l’interruzione, ed è circa metà del tempo totale del flow in cui il nostro cervello ha il livello massimo di attenzione.

29 minuti, infine, è il tempo che ti serve a recuperare la stessa profondità di focus se, invece, ti ha interrotto un pensiero negativo, una preoccupazione.

Le pause sono fisiologiche, anzi necessarie

Ma niente panico, non colpevolizziamoci ogni volta che il nostro cervello se ne va per i fatti suoi facendoci morire di ansia invece che memorizzare la nozione sul libro, nulla è perduto! Le pause, infatti, non sono solo fisiologiche, ma necessarie

meditazione e studio il potere della mindfulness

Allora perchè non trovare il modo di diventare consapevoli di questi momenti di distrazione, consapevoli che è umano avere preoccupazioni diverse dagli esami anche durante la sessione al fine di ridurne la durata e gestirli meglio?

Invece che colpevolizzarci per aver perso tempo, diventiamo consapevoli di noi stessi, del fatto che è normale pensare spesso ad altro e distrarsi cercando nuovi stimoli; che esiste un modo per tornare serenamente al nostro lavoro. 

Un enorme aiuto deriva dalla meditazione, in particolare la Meditazione sul respiro. E’ una delle pratiche più semplici che alimenta sia la concentrazione che la consapevolezza. 

Qui ed ora, la meditazione sul respiro

Per cominciare, occorre portate la consapevolezza sul proprio respiro, notando ogni inspirazione ed espirazione. Potete osservare il respiro sia sentendo le sensazioni alle narici sia notando l’alzarsi e l’abbassarsi del vostro ventre mentre respirate.

L’obiettivo è cercare di essere consapevoli di ogni respiro per la sua intera durata: l’intera inspirazione, l’intera espirazione ed evitare di provare a controllare il respiro – osservatelo soltanto. Se il respiro diviene più leggero, lasciatelo essere leggero. Se diviene più veloce o più lento, assecondatelo. Il respiro si regola da sé. Mentre meditate, il vostro pensiero si staccherà mille ed una volta, o anche più, dal respiro (ogni altra cosa al di là del vostro respiro – pensieri, progetti, ricordi, suoni, sensazioni – è distrazione).

Ogni volta che notate che la vostra mente si è distratta, che vi siete appisolati un pò o anche persi a fantasticare, riportatela gentilmente sul respiro. Il momento in cui ci si rende conto di essersi distratti è un istante magico perché è il momento in cui si ha la possibilità di essere veramente diversi; non per giudicarsi nè buttarsi giù, ma semplicemente per lasciare andare con tenerezza e ricominciare da capo. anche se ciò dovesse accadere 1000 volte.

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Potete imitare la stessa procedura durante lo studio: ogni volta che vi accorgete di pensare ad altro, riportate l’attenzione sul respiro, per rifocalizzarvi, e, quindi, sulla pagina oggetto di studio riuscendole a dedicare piena attenzione.

Provare per credere!

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