La meditazione come pratica per migliorare le tue performance

La meditazione come pratica per migliorare le tue performance

meditazione e performance uomo che medita con cappello mudesk feat

Vi capita mai di sentirvi sotto perenne valutazione, come se doveste essere sempre pronti a performare perfettamente

Di trascorrere, quindi, le giornate cercando di fare più cose possibili per alleviare sensi di colpa dovuti al confronto con gli altri (perché il compagno di studi ha già finito il primo libro o ha preso due voti in più, il collega ha lavorato almeno un’ora in più, gli altri genitori non delegano mai nulla a nonni o baby sitter e tutto il mondo sembra avere sempre una rendita ed un guadagno maggiori dei vostri).

Arrivati a sera, a fine mese come vi fa sentire tutto ciò? Siete felici ed appagati o vi sembra di non avere fatto abbastanza nonostante le vostre energie siano pari a zero?

Se appartenete alla seconda categoria non allarmatevi, vi capisco molto bene. 

È quindi il momento di svelarvi alcuni trucchi per sentirvi più liberi di essere invece che agire.

Performance e cura di sè

Non voglio assolutamente fornirvi una ricetta da seguire o un algoritmo in grado di alleviare le vostre giornate. Le strategie, infatti, emergono solo dall’ascolto di sé.

Ma come ci si ascolta?

Prendersi cura di sè non significa, a differenza del messaggio che ci trasmette la società in cui viviamo, essere persone sempre attive, in grado di fare mille cose ogni giorno, ovviamente raggiungendo sempre e solo la perfezione.

Messaggio che, oltre ad aumentare il senso di fatica ed abbandono, ci porta a riempire di attività ogni istante della nostra giornata perché spaventati dagli spazi vuoti in cui emergerebbero pensieri e stati d’animo, confronti con gli altri.

Occorre, invece, abbandonare l’idea del controllo espresso con il “dover fare, fare ed ancora fare”.

meditazione e performancce to do list

Fare vs essere

Significa, invece, chiedersi “Come stiamo?, Quali sono le attività che ci fanno stare bene?”

Per conoscere, o meglio, per sentire la risposta, la meditazione può rappresentare un valido strumento. Praticarla regolarmente, purtroppo o perfortuna non è magia quindi senza impegno e costanza nemmeno questa funziona, aiuta ad essere presenti a sé stessi, sentirci.

A differenza di quanto ci porta a credere la nostra mente, sempre occupata a ripensare al passato o a proiettarci nel futuro, a ripercorrere cosa abbiamo fatto e ricordarci cosa dobbiamo ancora fare; la nostra esistenza avviene nel presente.

Possiamo vivere solo attimo per attimo. 

Occorre essere consapevoli che l’istante perfetto è ora

Meditare ci aiuta a ricordare che dobbiamo fermarci e respirare (via di accesso preferenziale all’ascolto di se), consentendoci, così, di vivere pienamente il nostro tempo.

Solo valorizzando al massimo ogni istante riusciremo a renderlo perfetto e quindi ad essere soddisfatti di noi. 

meditazione e performance ragazza fa segno del cuore con le mani al tramonto

In pratica

Occorre ritagliarsi, ogni giorno, almeno qualche minuto in cui la nostra attenzione sarà rivolta unicamente al nostro respiro ed alle percezioni dei nostri sensi. 

Com’è il nostro respiro? lento o veloce? dove lo percepiamo maggiormente? nel petto, nell’addome, nelle narici? Come percepiamo il contatto del nostro corpo con l’ambiente, con i vestiti, con l’aria?Riusciamo a distinguere rumori e odori?”

Questa ricerca di silenzio e di consapevolezza, con la pratica, ci aiuterà anche a sentire dentro di noi ed abbinare stati fisici alle emozioni che proviamo.

Come si collega tutto ciò con la “produttività obbligatoria” da cui ci vogliamo staccare? Non è infatti solo questione di ritagliarsi un paio di minuti per sè, per riconnettersi con quanto stiamo provando. 

Lasciare andare

La sfida successiva è percepire tutto ciò, sensazioni fisiche ed emozioni senza cercare di cambiarle minimamente, senza giudicarle. Semplicemente essendo consapevoli della loro presenza ed accettandole esattamente come si presentano.

Praticare il non giudizio non significa pensare positivamente o negativamente, ma prendere ogni pensiero, azione, situazione, parola, evento o qualunque cosa accada semplicemente per quello che è.

Il giudizio avviene quando la nostra mente è inondata da pensieri su come dovrebbe essere questo o quello.

Ciò avviene se ci attacchiamo al risultato o se abbiamo aspettative. Meditare ci aiuta, invece, a lasciare andare il risultato. 

Non è tutto. Ascoltare ed accettare quanto siamo, cercando di riportare la nostra mente distratta dai costanti pensieri al respiro, mentre ci asteniamo dal giudizio di quanto sentiamo, ci porterà anche a sospendere il giudizio sul resto. 

La consapevolezza raggiunta ci porterà ad orientare le nostre scelte quotidiane verso quanto ci fa provare emozioni positive (ad esempio lavorare un’ora in meno a favore di una pratica yoga, o di alcuni minuti in più di meditazione; studiare due pagine in meno, ma fare una pausa e camminare; dedicarsi alla lettura, alla cucina…). Tutto ciò significa trovare il coraggio di prenderci una pausa quando ci occorre, di rallentare se necessario.

Legittimarsi di essere mentre tutti intorno a noi continueranno ad agire.

Il potere di adesso

Uno dei libri che ci sentiamo di consigliarti per approfondire questo argomento, e comprendere meglio il concetto di meditazione e vivere il presente, è il famoso libro di Ekart Tolle, “il potere di adesso”. Ekart è considerato un illuminato da molte persone, e in questo libro cerca di aprire le porte al presente, facendoci comprendere l’importanza di questo spazio senza tempo, che ha molto di più da donarci di ciò che pensiamo.

Categorie

Iscriviti al canale ufficiale di Mudesk