La favola di Vygon España: da brutto anatroccolo a bellissimo cigno

La favola di Vygon España: da brutto anatroccolo a bellissimo cigno

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C’era una volta, in Spagna, a Valencia, in via Ciudad de Sevilla numero 34, un castello nel quale tutti vivevano felici e contenti…

Tutte le favole cominciano (più o meno) così, e questa una favola un po’ lo è, anche se non ci sono principesse, draghi, streghe, incantesimi… e nemmeno castelli! Lo ammetto, vi ho mentito: in via Ciudad de Sevilla numero 34, a Valencia, non c’è un castello, bensì un grazioso edificio di mattoncini rossi, con un giardinetto ben curato e decorazioni verdi alle finestre. È la sede della filiale spagnola di Vygon, una multinazionale francese presente in oltre 200 Paesi in tutti il mondo, che distribuisce dispositivi medici e chirurgici di vario tipo.

E la storia di Vygon España sembra proprio una favola perché, grazie alla lungimiranza del CEO Florent Amion, che ha saputo applicare alla perfezione i principi del management umanistico, una piccola filiale è stata capace di creare un grande valore per le persone – per i propri dipendenti, per i clienti e per la comunità locale.   

La favola

Era una notte buia e tempestosa del lontano 2012, quando il quartier generale di Vygon decise di lanciare una sfida alle filiali europee, una “challenge” chiamata VygView 2022, il cui obiettivo principale era quello di raddoppiare le vendite, migliorando la qualità dei prodotti e dei servizi.

Il settore era in crisi, il valore del mercato era calato del 15% e, di conseguenza, il budget era limitato: ciò complicava le cose per la piccola Vygon España, che non sapeva proprio cosa inventarsi per affrontare la sfida lanciata dalla sede centrale. Tuttavia, il CEO e i manager non si diedero per vinti e, dopo aver discusso, studiato e letto parecchio, decisero di puntare su una risorsa che avevano già a disposizione, che conoscevano e che non richiedeva grossi investimenti iniziali: le persone.

Elaborarono perciò un modello di management umanistico che pose al centro della missione aziendale i tre principali stakeholders: i dipendenti, la società e i clienti.

Cominciarono lavorando su loro stessi, sulle dinamiche interne e sulla creazione di un ambiente di lavoro sano e stimolante. Organizzarono seminari, workshop ed eventi per trasmettere la nuova filosofia a tutte le persone all’interno dell’azienda, crearono nuovi spazi dedicati al relax e alla creatività e inaugurarono l’Edificio Optimista. Nel 2015 lanciarono il loro progetto più lungimirante, gli Optimistic Hospital Awards, il cui scopo era quello di incentivare gli ospedali, attraverso premi in denaro, a prendersi cura del benessere dei propri pazienti. Il progetto riscosse un enorme successo, tanto che dopo due sole edizioni arrivò a coinvolgere più di 15.000 persone!

L’adozione di un modello di management umanistico fu un toccasana per Vygon España, anche in termini “numerici”: migliorarono gli indici di staff turnover e customer satisfaction, e il fatturato aumentò del 18% nel periodo 2010-2014.

Per rimanere in tema fiabesco, possiamo dire che il brutto anatroccolo riuscì, alla fine, a trasformarsi in un bellissimo cigno…

L’intervista con Florent Amion

Florent Amion, CEO di Vygon España, che ho avuto il piacere di intervistare a ottobre dello scorso anno, mi ha rivelato qualche suo segreto: “Abbiamo basato il nostro modello su tre parole chiave: trasparenza, umiltà e resilienza. Trasparenza significa comunicazione aperta, multidirezionale. Umiltà significa saper fare un passo indietro ed essere disposti a concedere più autonomia alle persone, e a condividere le informazioni con tutti. Resilienza significa non lasciarsi scoraggiare dalle difficoltà: cambiare la mentalità delle persone è un processo lungo, e bisogna essere resilienti per ottenere risultati a lungo termine.

“Inoltre”, prosegue Amion, “il passaggio da una struttura piramidale a una struttura circolare è stato cruciale, perché ci ha consentito di redistribuire i poteri all’interno dell’azienda, permettendo una migliore circolazione di informazioni e rendendo la struttura più dinamica”.

A proposito di dinamismo, Amion rivela che l’adozione di un modello di management umanistico ha permesso a Vygon España di superare le difficoltà causate dal lockdown imposto dalla pandemia, durante la primavera del 2020. “Anziché farci schiacciare dalle difficoltà”, spiega Amion, “abbiamo switchato velocemente allo smart working, che tra l’altro stavamo integrando in azienda dal 2010. Inoltre, abbiamo sfruttato il periodo di lockdown per potenziare la comunicazione digitale, sperimentando nuovi mezzi per contattare clienti e fornitori”.

Infine, Amion afferma che l’integrazione di un modello umanistico è un processo continuo, e in quanto tale, Vygon España sta già pensando ai piani per il futuro. La loro priorità sarà, considerata la situazione attuale, il potenziamento dei punti di contatto digitali, ma hanno già molte altre idee…

Florent Amion CEO di vygon spagna esempio di management umanistico
Una foto di Florent Amion, CEO di Vygon España

Morale della favola

Questa favola, come ogni favola, ha una morale…

Ci insegna che un modello di management umanistico può funzionare anche in piccole realtà.

Ci insegna che, più che il budget, la pianificazione, la strategia o la definizione dei ruoli, conta la forza di volontà!

Ci insegna che prima di cambiare il modo in cui vengono fatte le cose è necessario cambiare il modo di pensare di chi le fa – perché le aziende sono fatte di persone e le persone sono fatte di pensieri, percezioni, emozioni (oltre che di acqua e altri elementi chimici, ovviamente!).  

Ci insegna che, anche se cambiare sembra complicato (e per certi versi lo è, in termini di tempo ed energie mentali), spesso è molto più semplice di quanto si possa immaginare: basta solo scoprire il potere immenso di una buona azione… per vivere per sempre felici e contenti.

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