Come fare una buona auto-analisi, la quarta fase del life design

Come fare una buona auto-analisi, la quarta fase del life design

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Ciò che vedremo in questo articolo è la quarta fase del processo di Life Design. Se non sai che cos’è questa disciplina, ti consiglio l’articolo introduttivo, che trovi cliccando sul seguente link. 

L'importanza dell'auto-analisi

Tutto è partito da un’idea, dalla volontà di comprendere sé stessi creando così una visione per il proprio futuro. In questa visione ci hai messo ciò che senti di essere, ciò che desideri per realizzare la miglior versione di te stesso. Poi siamo passati alla fase della pianificazione, per stabilire quali sono i passaggi per trasformare quello che esiste solo nella tua mente in qualcosa di reale e concreto. Forse sei già anche riuscito a raggiungere qualche risultato di quelli che ti eri prefissato o sei comunque sulla buona strada.

Ma le cose cambiano in questo mondo, a volte così in fretta che si fa fatica anche ad accorgersene. La pandemia da corona virus è un esempio di come, a prescindere dalla nostra volontà, un evento esterno significativo possa cambiare e sballare totalmente tutti i piani che ci siamo fatti. Ci sono due modi per affrontare queste situazioni, sprofondare nella frustrazione e nell’impotenza di fronte alla grandezza del mondo esterno, oppure sfruttare queste condizioni che ci buttano a terra come momenti di auto-analisi per definire in maniera ancora più chiara e profonda chi siamo e dove vogliamo andare. Ovviamente un buon life designer sa bene che è inevitabile cadere, così come sono inevitabili gli imprevisti, e di conseguenza fa dell’analisi una parte del proprio processo creativo.

Spesso i sogni che abbiamo sono basati su supposizioni, teorie, e insegnamenti della società. Potrebbe capitare quindi che una volto raggiunto un sogno, un traguardo, ci si renda conto che non era proprio così come ce lo eravamo immaginato. Ci si comprende meglio e ciò è importantissimo, ma non si ottiene quella felicità eterna che magari ci eravamo immaginati. Ecco perché la fase dell’analisi è così importante, serve per rimetterci in linea con il nostro presente, che cambia durante il corso del tempo. Ogni esperienza, ogni accadimento ed ogni nuovo incontro ci trasforma. Se in più sei in continua evoluzione perché sei appassionato di crescita personale e vuoi raggiungere la miglior versione di te stesso, continuare a cambiare è praticamene scontato. È chiaro che se cambi tu, cambia anche tutto quello che hai pianificato e visualizzato nelle prime fasi del life design.

Ogni volta che ci evolviamo e cresciamo cambia la consapevolezza che abbiamo di noi. Tutte le esperienze cambiano il tuo livello di consapevolezza. Come abbiamo visto la consapevolezza è la base da cui parte tutto il processo di Life Design, di conseguenza cambiando alla base è importante analizzare e ridefinire spesso la tua visione e la tua pianificazione. Certo questo non vuol dire stravolgerla, ma semplicemente farsi le giuste domande quando è opportuno farsele. In un percorso così instabile è infatti molto importante l’analisi per ritrovare quei punti saldi, che ti accompagnano da sempre, e che senti ancora fortemente tuoi. Essi con una buona analisi possono diventare la base solida e irremovibile che ti può portare estremamente lontano nella tua vita. Come si può fare allora una buona analisi? Vediamo le regole principali.

Farsi le domande per auto analisi life design

Le domande giuste

Il segreto di una giusta analisi è quello di farsi le giuste domande, al momento giusto. Per l’enorme particolarità dei casi, non esistono domande pre-impostate e momenti predefiniti, ma si possono comunque trovare delle linee guida da seguire.

Le domande giuste devono portarti ad identificare meglio cosa c’è di stabile in tutto il percorso di life design che hai intrapreso. Per esempio potresti chiederti: questo valore che ho segnato diversi anni fa, mi appartiene ancora? In che misura mi appartiene? É più forte, più debole, uguale? Ho avuto modo di trovare dei valori più specifici durante questi anni, che magari rappresentano quel valore ma con una sfumatura diversa?

Riguardo i progetti potresti chiederti invece: sono sulla strada giusta per raggiungere gli obiettivi che mi sono dato con le scadenze che mi sono dato? Ho imparato qualcosa in questo tempo che mi porterebbe a raggiungere risultati migliori,o diversi? Desidero ancora fortemente raggiungere quell’obiettivo, o ha perso drasticamente di intensità? Qual è il motivo?

Questi sono solo esempi di domande, ma è chiaro che possono variare da caso a caso. Ad ogni modo il focus deve essere sulla migliore comprensione di sé, e trovare appunto quella roccia su cui vale la pena aggrapparsi per costruire la propria base.

Al momento giusto

Così come per le domande, non c’è il momento perfetto per fare un’analisi. Ci sono però delle condizioni favorevoli, anche se il momento perfetto è sicuramente quando te lo senti tu. Una delle condizioni più favorevoli è alla fine di un percorso. Magari hai lasciato il lavoro che facevi, sei stato licenziato, è finita una relazione importante, hai avuto un lutto. Questi momenti di grande sofferenza possono portarti a farti quelle domande che normalmente non ti saresti fatto, e ad acquisire una maggior consapevolezza di te. Per quanto noi esseri umani cerchiamo di evitare il più possibile queste situazioni, possiamo trarne grandi benefici se le usiamo come momenti di auto analisi.

Un altro momento opportuno per fare auto analisi è durante i periodi di stallo. Interrogarsi sul perché si è fermi e non si riesce a crescere è una grande opportunità per migliorare la propria consapevolezza. I periodi di stallo in genere si creano anche per abitudine, quindi in questi momenti le energie mentali che avete a disposizione sono molto buone e possono permettere un’analisi qualitativa.

Un’ultima nota prima di salutarci

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